Come si muovono le informazioni prima di diventare notizie?

The Press Match
Di recente sono stati presentati a Torino i dati di un’indagine nazionale dal titolo “Come si muovono le informazioni prima di diventare notizie”. L’idea nasce dal team di The Press Match, startup torinese che ha preso luce attraverso un finanziamento della Digital News Initiative di Google,  che permette ai comunicatori professionisti e non di segnalare una notizia a giornalisti e blogger con la certezza di arrivare solo a quelli davvero interessati al tema trattato. Al  progetto ha collaborato Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e la società di ricerche Pragma.

L’Osservatorio “Come si muovono le informazioni prima di diventare notizie” ha il compito di verificare  il modo in cui oggi, in Italia, addetti stampa/comunicatori e giornalisti/divulgatori lavorano e si rapportano tra loro per produrre informazione. In genere si studiano a fondo le dinamiche dell’una o dell’altra categoria, di chi produce e veicola le notizie e di chi riceve quest’ultime per elaborarle e farne articoli, servizi, approfondimenti. L’indagine  è stata condotta contemporaneamente su due campioni di professionisti della comunicazione, sull’intero territorio nazionale tramite questionari speculari per comprendere:
  1. Quanta informazione viene prodotta e veicolata, in particolare tramite il cosiddetto comunicato stampa, ad oggi in Italia, per conto di chi e con quali mezzi di divulgazione;
  2. Quanta di questa informazione viene realmente intercettata dai giornalisti/blogger, considerati in questa sede come operatori-filtro, vale a dire divulgatori in grado di controllarne e verificarne le fonti;
  3. Quali di queste notizie meritino di essere portate all’attenzione del pubblico;

In un momento in cui l’informazione, soprattutto quella veicolata online, vive la contraddizione di arrivare più velocemente e senza filtri agli utenti/lettori scontando però l’accusa di risultare falsa, non correttamente filtrata e verificata, capire come funziona davvero il flusso di comunicazione di una notizia è importante sia per chi svolge questo mestiere sia per i lettori.

Focus sui comunicati stampa

L’attenzione principale è stata data all’utilizzo del comunicato stampa, il documento di una o due pagine che accompagna il lancio di un evento, la segnalazione di dati, ricerche, di dichiarazioni e che da strumento puramente aziendale oggi invece viene utilizzato per le segnalazioni più disparate: insomma lo strumento più classico attraverso cui i Comunicatori (cioè gli addetti stampa e coloro che si occupano di pubbliche relazioni) forniscono informazioni ai Giornalisti (compresi anche coloro che fanno attività di blogging).

Il comunicato diventa quindi unità di misura utile per comprendere come e quanto si muove il flusso di informazioni tra le due categorie. Il risultato è un confronto tra dati reali e percezione relativa all’efficacia dei metodi di comunicazione e i temi di quest’ultima con qualche conferma e diverse sorprese rispetto all’utilizzo dei canali di diffusione come le piattaforme social.

 

Quali sono i temi della comunicazione?

 

In particolare sono stati analizzati:

  1. I canali di comunicazione (cartacei, digitali, analogici);
  2. L’efficacia, valutata dai giornalisti e dai comunicatori, dei canali. 

n questo quadro sorprende, ad esempio,il dato relativo all’utilizzo degli incontri dal vivo, come le conferenze stampa e gli eventi, nell’era della diffusione digitale delle informazioni, strumento ancora molto utilizzato sia dai comunicatori sia dai giornalisti.

E’ stato analizzato, inoltre, quale aspetto della comunicazione risulta ostico o poco chiaro per i giornalisti, tenendo
conto di diversi parametri tra cui:

  1. La coerenza tra oggetto della comunicazione e settore di competenza del  giornalista;
  2. La completezza delle informazioni contenute nel comunicato;
  3. Il tempismo della comunicazione;
  4. La coerenza tra rilevanza territoriale della comunicazione e rilevanza della pubblicazione (locale, nazionale, locale e nazionale in egual misura).

Giornalisti vs Comunicatori

  1. Come nascono e in che modo viaggiano le informazioni prima di finire sui giornali?

Per rispondere a una semplice domanda abbiamo predisposto due sondaggi rivolti a*:

  • GIORNALISTI (61,5%)
  • COMUNICATORI (38,5%)

in un periodo che dal dal 18 marzo al 3 aprile 2017.

*511 intervistati
Questa fetta di intervistati risponde alle caratteristiche demografiche e professionali dell’universo di riferimento, quello dei giornalisti e comunicatori iscritti all’INPGI e che ammontano, ultimi dati aggiornati, a 58684 professionisti.

RISULTATI

Cosa è emerso?

Nonostante oggi i social siano considerati una fonte di informazione in realtà sono i vecchi sistemi analogici a far arrivare le informazioni ai media

LA CLASSIFICA DELLE FONTI PIÙ UTILIZZATE DAI GIORNALISTI INTERVISTATI

Fonti dirette personali
Fonti web
(Wikipedia)
Comunicato Stampa e Agenzie Stampa
(pari merito)
Fonti interne alla redazione
Fonti cartacee
(riviste, giornali, altri articoli…)
Social Network

Che ruolo ha il comunicato stampa?

I comunicati stampa sono viviIl CS resiste: l’89,1% dei giornalisti riceve comunicati ogni giorno

I Comunicatori dichiarano di utilizzare il Comunicato per la propria attività almeno nell’87,7% dei casi.

Quanti comunicati vengono letti?

Il 21,3% dei giornalisti dichiara di leggerne tra il 20% e il 50% e un robusto 42,2% dichiara di leggerne tra il 50% e il 100%.

Quanti dei comunicati letti si tramutano in notizie?

Oltre il 45,4% dei giornalisti dichiara di utilizzare effettivamente i comunicati ricevuti per realizzare articoli/servizi.

Analogico: non solo tradizione

L'analogico resiste

Il 55% dei de giornalisti intervistati i nell’ultimo anno ha partecipato a oltre 10 conferenze stampa (in media 1 al mese).

Hanno importanza i social network?

Per i comunicatori sono strategici per la propria attività ma non quanto il comunicato stampa (il 61,8% ritiene che i cs siano “molto efficaci” per la propria attività mentre i social lo sono ma solo per il 54,3% degli intervistati)

Per i giornalisti intervistati le comunicazioni via social hanno un impatto ridotto: solo il 27% ritiene che contribuiscano “Molto” all’attività giornalistica e “abbastanza” per un 39.4%)

Le tematiche che sono oggetto della comuunicazione

In Italia la comunicazione è dominata dal settore imprenditoriale. Oltre il 54% degli addetti stampa intervistati cura la comunicazione delle aziende e, oltre  il 77% dei comunicati ricevuti dai giornalisti intervistati riguarda aziende e start up.

I contentuti

Di che si occupano i giornalisti?

  • 36.8% – Cultura e Spettacolo
  • 34.4% – Cronaca
  • 28.1% – Politica
  • 26.4% – Economia e Finanza
  • 20.2% – Scienza e Tecnologia

Di che si occupano i comunicatori?

  • 42.1% – Economia e Finanza
  • 25.6% – Ambiente e Energia
  • 24.9% – Sociale
  • 22.9% – Politica
  • 22.1% – Cultura e Spettacolo
  • 19.9% – Scienza e Tecnologia

Da dove arrivano le informazioni?

I comunicatori segnalano informazioni di carattere

  • 43.0% – LOCALE
  • 52.0% – NAZIONALE

Mentre i giornalisti trattano notizie

  • 35.3% – LOCALE
  • 56.9% – NAZIONALE

Dove finiscono le informazioni?

I Comunicatori forniscono a media informazioni che poi finisco su:

  • 51.2% – LOCALE
  • 30.6% – NAZIONALE

Mentre i giornalisti dichiarano di pubblicare su:

  • 36.4% – LOCALE
  • 48.5% – NAZIONALE

Social Network - Sistemi analogici - Filtro

I dati confermano la necessità di strumenti innovativi per sfruttare meglio il digitale e l’efficacia degli strumenti di comunicazione classici

Per questo è nata The Press Match una piattaforma che aiuta le informazioni a diventare notizie grazie a un sistema che permette di creare e inviare un comunicato in modo efficace, semplificando sia l’attività di chi comunica sia il lavoro del giornalista.

Downlaod rapporto 

CC BY-SA 4.0 Come si muovono le informazioni prima di diventare notizie? by SOCIALBLOGGING is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

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