Pinko: oltre il Fashion la sostenibilità aziendale

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Pinko pensa all'ambiente e alla salute

La comunicazione di Pinko passa dal #Pinkotakecare, una vera e propria esperienza per far conoscere tutte le iniziative atte a tutelare la salute e l’equilibrio psicofisico dei dipendenti come ad esempio il nuovo servizio di screening gratuito per i lavoratori e le loro famiglie.

Nel promuovere la sostenibilità, Pinko ha in cantiere due progetti che valorizzeranno ancora di più il territorio: un Parco Botanico aperto al pubblico e un impianto fotovoltaico per una energia autonoma e pulita.

Dopo le iniziative Pinko X Ethiopia e Pinko X Treedom, il brand Pinko rimarca le sue priorità, ambiente e persone.

Due valori che sono da sempre al centro delle nuove iniziative di Pinko, storica azienda di abbigliamento nata negli anni 80 dal talento visionario di Pietro Negra e dalla creatività di Cristina Rubini. Ieri come oggi il brand continua a distinguersi per l’impegno sempre più globale nel sostenere il benessere dei suoi dipendenti rispettando il territorio circostante e promuovendo varie iniziative di wellbeing.

La sede, ad esempio, progettata dall’architetto Guido Canali nel 2005, oggi vanta un asilo a misura di bambino, ampi spazi luminosi affacciati sul verde e un ristorante espresso con prodotti a Km zero dove è possibile anche pranzare con il proprio amico a quattro zampe.

Pinko aprirà due boutique a Parigi e Londra e 30 store in Asia entro il 2019.

Pinko mira al mercato inglese e francese
L’eleganza del brand Pinko

Nel 2018 il brand ha ampliato il management nel commerciale, mentre sono imminenti le aperture di una boutique a Parigi e di una a Londra in Regent street, che andranno ad affiancarsi al network di New York e Miami, rispettivamente in Madison avenue e Soho, Bal Harbour e Brickel. Un obiettivo che passerà all’area asiatica: «in Giappone abbiamo tagliato il nastro a uno store e a una decina di corner e continueremo con una trentina di punti vendita diretti dislocati tra Far East, Cina, Singapore e Hong Kong nel biennio 2018-19», ha sottolineato a MFF Pietro Negra, numero uno dell’azienda che realizza oltre il 20% del business grazie agli accessori.  Affermando inoltre che «stiamo riorganizzando i nostri 200 monomarca attraverso operazioni di restyling, social e digitale. L’export nel 2019 andrà a coprire un peso del 70% rispetto al 60% attuale».

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